Data al Carbonio-14: La Mappa di Popotla Sembra una Copia degli Anni '50, Non un Originale del XVI Secolo

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Data al Carbonio-14: La Mappa di Popotla Sembra una Copia degli Anni '50, Non un Originale del XVI Secolo-1

I risultati preliminari della datazione al radiocarbonio della Mappa di Popotla, un reperto conservato presso la Biblioteca Nazionale di Antropologia e Storia (BNAH), suggeriscono una revisione sostanziale della sua età presunta. Il materiale cutaneo analizzato sembra risalire approssimativamente al 1950. Questa scoperta mette in discussione l'attribuzione consolidata del documento al XVI secolo, una visione basata principalmente sulla descrizione fornita nel 1947 dall'archeologo Alfonso Caso, il quale la classificò come un codice preispanico. L'antropologa Isabel Bueno, responsabile dell'indagine attuale, ha confermato il dato preliminare del 1950, sottolineando come il consenso accademico si sia storicamente fondato sulla classificazione iniziale di Caso.

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L'impegno della Dottoressa Bueno con il codice pittografico è iniziato nel 2010. I permessi per l'analisi fisica sono stati ottenuti dall'Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) nel luglio del 2025. Lo studio multidisciplinare e approfondito impiega metodologie codicologiche avanzate, tra cui l'illuminazione forense, l'analisi chimica dei pigmenti e l'esame della struttura microscopica delle fibre. La valutazione chimica delle colorazioni presenti sulla mappa ha rivelato tracce di piombo e arsenico, sostanze spesso integrate nelle formulazioni di vernici moderne, il che rafforza la datazione più recente. Questa evidenza suggerisce con forza che il materiale esaminato sia una riproduzione contemporanea di un documento originale la cui ubicazione attuale rimane ignota.

La ricerca guidata dalla Bueno ipotizza che il codice originale dovesse essere inventariato presso il Museo Nazionale entro il 1866, in seguito a un ordine di creazione emesso dall'Imperatore Massimiliano. I registri storici indicano che Dominik Bilimek, che diresse il Museo Nazionale dopo l'esecuzione di Massimiliano nel 1867, potrebbe essere stato coinvolto nel trasferimento di alcune copie verso l'Europa. Lo studio in corso, che coinvolge specialisti dell'Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) e dell'Università di Varsavia, è previsto concludersi all'inizio del 2026.

L'indagine ha già permesso di documentare almeno tre versioni oltre quella cutanea analizzata: una copia tracciata nel 1720 da Gómez de Orozco su carta semi-trasparente, e una terza versione su carta albanene del XX secolo, forse commissionata da Caso verso la fine degli anni Quaranta. Inoltre, sono documentate altre due copie conservate a Vienna, precisamente presso il Dipartimento Mappe della Biblioteca Nazionale Austriaca, un'istituzione riconosciuta a livello globale per le sue collezioni cartografiche. La Dottoressa Bueno considera questo risultato un'opportunità per una rettifica accademica. Ella sostiene che la cartografia indigena richieda un'interpretazione radicalmente diversa da quella assunta da Caso, rendendo necessaria una riconsiderazione delle relazioni spaziali raffigurate.

Al fine di risolvere definitivamente il mistero della provenienza, il team ha richiesto all'INAH un campione di contrasto da confrontare con le prime misurazioni al radiocarbonio. I progressi della ricerca saranno resi pubblici durante un colloquio organizzato dall'INAH per venerdì 28 novembre 2025, presso il Museo Nazionale di Antropologia. Le copie viennesi, notevoli per la loro migliore conservazione, hanno offerto un aiuto prezioso rivelando sfumature sottili che si sono perse nelle riproduzioni messicane. La Bueno teorizza che la mappa originale possa derivare da un “titolo primordiale”, uno strumento legale utilizzato dagli abitanti di Popotla per rivendicare i propri diritti fondiari.

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Fonti

  • EL PAÍS

  • EL PAÍS

  • Secretaría de Cultura - Gob MX

  • SciELO México

  • INAH

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