
Profili Motivazionali del Consumo di Alcol e Correlazione con il Rischio
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Una recente indagine psicologica ha stabilito una correlazione diretta tra la consapevolezza delle motivazioni sottostanti l'assunzione di bevande alcoliche, la frequenza del consumo e le conseguenze negative che ne derivano. Questo approccio analitico si fonda sul modello motivazionale di Cox e Klinger, risalente agli anni Ottanta, che interpreta l'uso di sostanze come risposta a bisogni e risultati predefiniti, plasmati da esperienze, contesti e aspettative soggettive.
Lo studio ha identificato quattro categorie motivazionali distinte tra i bevitori, delineando un continuum di rischio che varia da profili ad alta vulnerabilità a quelli che mantengono un consumo controllato. I cosiddetti "Bevitori Senza Meta" (Aimless Drinkers), spesso di sesso maschile, hanno riportato motivazioni poco chiare per bere e hanno manifestato le ripercussioni più gravi, un dato che si allinea con la letteratura che associa l'uso di alcol alla ricerca di gratificazione immediata o al sollievo da emozioni negative. Al contrario, i "Bevitori di Piacere" (Pleasure Drinkers) sono motivati dall'esperienza gustativa o piacevole, mantenendo un consumo moderato con un numero esiguo di effetti avversi; questo profilo è spesso riscontrato in partecipanti di età più avanzata.
I "Bevitori Controllati Esternamente" (Externally Controlled Drinkers) ricorrono all'alcol per aumentare la fiducia in sé stessi o per conformarsi alla pressione sociale, un comportamento correlato a un'assunzione frequente e massiccia. In contrasto, i "Bevitori Flessibili" (Flexible Drinkers), che rappresentano il contingente più numeroso, presentano motivazioni eterogenee ma tendono generalmente a un consumo moderato, suggerendo che la variabilità delle ragioni modula l'intensità dell'abuso. Fattori quali età, genere e condizione residenziale modulano questi pattern di consumo, come evidenziato in studi condotti su studenti universitari italiani di età compresa tra i 19 e i 25 anni.
Gli specialisti del settore evidenziano che l'identificazione della propria motivazione personale all'assunzione di alcol è una strategia fondamentale per chiunque intenda rivalutare il proprio rapporto con questa sostanza. Questa consapevolezza è cruciale, poiché l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ribadiscono che nessun livello di assunzione alcolica è esente da rischi per la salute. L'OMS, in particolare, ha chiarito che la situazione ideale per la salute è la non assunzione di alcol, poiché ogni quantità è associata a un rischio potenziale, sebbene le linee guida nazionali spesso indichino soglie di basso rischio, come non superare le 10 unità alcoliche settimanali.
L'impatto negativo del consumo alcolico sulla salute pubblica è vasto, includendo malattie cardiovascolari, vari tipi di cancro e disturbi da uso di alcol (AUD), con decessi globali legati all'alcol che si verificano ogni 12 secondi. La comprensione dei profili motivazionali si configura quindi come uno strumento essenziale per interventi mirati e per promuovere un consumo più consapevole e meno rischioso, contrastando la normalizzazione dell'abuso giovanile, spesso collegato alla ricerca di sensazioni immediate o alla gestione di stati emotivi negativi.
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Fonti
bb.lv
Alcohol Clin Exp Res (Hoboken)
Medscape
Ipsos
The Lancet Public Health
SAMHSA
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