L'IA Generativa nel 2025: Divergenza Salariale e Rimodellamento del Lavoro Junior negli Stati Uniti
Modificato da: Olha 12 Yo
Le analisi dei dati sui lavoratori statunitensi nel 2025 indicano che l'integrazione dell'Intelligenza Artificiale Generativa e dei Modelli Linguistici di Grandi Dimensioni (LLM) sta producendo una netta polarizzazione nel mercato del lavoro. Nonostante l'occupazione complessiva mantenga una certa stabilità grazie agli aumenti di produttività, si osserva una marcata divergenza nelle tendenze salariali e nelle assunzioni tra i professionisti junior e quelli senior.

Le ripercussioni negative si concentrano in modo preponderante sui livelli di ingresso. Nelle aziende esposte all'IA, le retribuzioni iniziali per le posizioni junior hanno subito una compressione, con cali salariali registrati pari o superiori al 4,5% nel corso del 2025. Al contrario, la remunerazione per il personale senior è risultata stabile o in crescita, secondo le analisi condotte nell'anno. A livello globale, Goldman Sachs stima che gli strumenti basati su LLM possano aumentare il PIL globale del 7%, ma la distribuzione di questi benefici appare diseguale a livello occupazionale.
Questa disparità è direttamente collegata alla capacità degli LLM di automatizzare compiti cognitivi standardizzati, mansioni che storicamente costituivano il bagaglio di esperienza dei dipendenti con minore anzianità, come la stesura di bozze, la sintesi di documenti e l'analisi di base. Le aziende nei settori ad alta esposizione all'IA, quali Information Technology, consulenza e servizi finanziari, hanno attuato aggiustamenti mirati agli organici. La ricerca del 2025 evidenzia che queste realtà hanno ridotto la quota di nuove posizioni junior di circa il 4%, aumentando contemporaneamente la quota di dipendenti di livello intermedio nella medesima misura.
Questo riassetto suggerisce che i lavoratori junior potenzialmente dislocati si ritrovano a competere per il bacino ampliato di ruoli di medio livello, alimentando un'ulteriore pressione al ribasso sui salari in quella fascia. Le cornici teoriche sviluppate da Enrique Ide ed Eduard Talamás nel Journal of Political Economy supportano questa dinamica strutturale, postulando che all'aumentare dell'autonomia dell'IA, i lavoratori meno esperti diventano i più suscettibili alla sostituzione algoritmica. I loro studi modellano l'IA come un agente che avvantaggia primariamente gli individui più esperti, mentre i dipendenti senior beneficiano dell'impiego di agenti IA autonomi per la risoluzione di problemi specialistici.
Il Professor Sampsa Samila, Direttore dell'Iniziativa IESE sull'Intelligenza Artificiale e il Futuro del Management, ha espresso preoccupazione per il 2025, interrogandosi sulla provenienza dei futuri esperti qualora il tradizionale canale di acquisizione delle competenze venga compromesso dalla sostituzione o dall'aumento delle attività entry-level tramite IA. Il lavoro di base, cruciale per l'assimilazione delle competenze necessarie per accedere ai ruoli senior, è minacciato. Sebbene esistano proiezioni contrastanti, come quella di McKinsey & Co. di aumenti nelle assunzioni junior per il 2026, le statistiche ufficiali di fine 2025 indicano una disoccupazione giovanile elevata, suggerendo che forze di mercato aggiuntive sono in gioco.
In sintesi, la biforcazione del mercato del lavoro documentata, caratterizzata dalla compressione salariale all'ingresso e dalla potenziale interruzione della filiera formativa, costituisce un rischio sistemico per la sostenibilità della forza lavoro futura, nonostante i guadagni di produttività a breve termine. Le strategie aziendali sull'assunzione junior restano soggette a notevole variabilità tra le diverse istituzioni e settori.
In Italia, studi condotti da TEHA Group in collaborazione con Microsoft Italia stimano che l'adozione su vasta scala dell'IA generativa potrebbe portare a una crescita del PIL fino al 18,2% nei prossimi 15 anni, sebbene questo scenario comporti il rischio di disuguaglianze. Il mercato tecnologico italiano, in generale, mostra una crescita del settore digitale con un tasso annuo composto (CAGR) del 17,12% previsto per il 2025.
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Fonti
Forbes India
Forbes India
Equitable Growth
PwC
MIT Sloan
IESE Insight
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