Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina 2025: Svelati i Meccanismi della Tolleranza Immunitaria Periferica

Autore: Dmitry Drozd

Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina 2025: Svelati i Meccanismi della Tolleranza Immunitaria Periferica-1

L'Assemblea del Nobel presso il Karolinska Institutet ha conferito il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina 2025 a Mary E. Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi. Il riconoscimento è stato assegnato per le loro scoperte rivoluzionarie relative alla tolleranza immunitaria periferica, un processo essenziale che impedisce al sistema immunitario di attaccare i tessuti del corpo stesso, offrendo così protezione contro le malattie autoimmuni.

Contesto Storico e Fondamenti della Tolleranza

Il fenomeno della tolleranza immunitaria – ovvero la capacità del sistema di difesa di riconoscere e risparmiare le proprie cellule pur mirando agli invasori nocivi – è oggetto di studio da oltre 75 anni. I lavori pionieristici di Ray D. Owen nel 1945, seguiti dalle ricerche di Leslie Brent, Rupert Billingham e Peter Medawar negli anni '50, hanno gettato le basi, dimostrando che il sistema immunitario poteva essere “addestrato” ad accettare tessuti estranei in determinate condizioni. Queste intuizioni portarono alla formulazione del concetto di tolleranza centrale, dove le cellule immunitarie potenzialmente autoreattive vengono eliminate durante lo sviluppo nel timo. Burnet e Medawar ricevettero il Premio Nobel nel 1960 per la “scoperta della tolleranza immunitaria acquisita”, riconoscendo questo meccanismo fondamentale.

Tuttavia, era chiaro che la tolleranza centrale fosse incompleta: alcune cellule immunitarie autoreattive sfuggono a questo processo e continuano a circolare nell'organismo, rappresentando un rischio concreto di attacchi autoimmuni. È stata proprio questa lacuna nella comprensione che Mary Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi hanno colmato con le loro scoperte sulla tolleranza periferica.

Le Scoperte Determinanti

In un periodo storico, il 1995, in cui molti scienziati credevano che la tolleranza immunitaria dipendesse esclusivamente dall'eliminazione centrale delle cellule dannose, Shimon Sakaguchi identificò una nuova classe di cellule immunitarie: le cellule T regolatorie (Tregs). Queste cellule hanno la funzione cruciale di sopprimere attivamente le risposte immunitarie dirette contro gli auto-antigeni e prevenire le patologie autoimmuni, rivelando un sofisticato meccanismo periferico che monitora l'attività immunitaria al di fuori del timo.

Il lavoro complementare di Mary Brunkow e Fred Ramsdell, pubblicato nel 2001, identificò la mutazione del gene Foxp3 nei topi. Questa mutazione causava la perdita della funzione delle cellule T regolatorie e una grave suscettibilità alle malattie autoimmuni. I ricercatori collegarono inoltre la mutazione del gene Foxp3 umano alla sindrome IPEX, rara ma devastante, confermando il ruolo essenziale del gene nella regolazione immunitaria.

Successivamente, Sakaguchi dimostrò che il Foxp3 governa lo sviluppo delle cellule T regolatorie, unendo così le scoperte genetiche e cellulari in una comprensione unitaria e completa della tolleranza immunitaria periferica.

L'Importanza Cruciale della Tolleranza Periferica

Il sistema immunitario è straordinariamente potente, proteggendoci quotidianamente da innumerevoli agenti patogeni. Ciononostante, tale potenza deve essere controllata con precisione; in caso contrario, il sistema può attaccare i propri tessuti, scatenando malattie autoimmuni croniche e spesso debilitanti, come il diabete di tipo 1, la sclerosi multipla e l'artrite reumatoide. La tolleranza immunitaria periferica, mediata principalmente dalle cellule T regolatorie, funge da “freno” essenziale a questa attività, garantendo l'auto-tolleranza e l'equilibrio immunitario. Senza questo meccanismo, interventi salvavita comuni come i trapianti d'organo provocherebbero inevitabilmente il rigetto immunitario, e molte malattie autoimmuni croniche rimarrebbero incurabili.

Le scoperte dei premiati non solo approfondiscono la comprensione scientifica, ma hanno anche innescato innovazioni terapeutiche significative, inclusi trattamenti che mirano a modulare le cellule T regolatorie per combattere il cancro, prevenire i disturbi autoimmuni e migliorare i risultati dei trapianti. Diverse terapie che prendono di mira queste vie sono attualmente in fase di sperimentazione clinica, offrendo una grande speranza ai pazienti in tutto il mondo.

Olle Kämpe, presidente del Comitato Nobel, ha sottolineato: “Il lavoro di Brunkow, Ramsdell e Sakaguchi è stato trasformativo, rivelando i meccanismi complessi ed essenziali che mantengono l'equilibrio del sistema immunitario. Le loro scoperte sono fondamentali per l'immunologia moderna e l'innovazione terapeutica.” Illuminando i meccanismi con cui il sistema immunitario protegge il corpo senza autodistruggersi, i vincitori del Premio Nobel 2025 hanno fatto progredire in modo significativo sia la biologia fondamentale che la medicina, prospettando trattamenti migliorati per le malattie autoimmuni, il cancro e i trapianti. Questo premio evidenzia il valore profondo della ricerca scientifica di base nello svelare i sistemi biologici complessi che salvaguardano la salute umana.

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