La Chiesa cristiana di Datuna, un raro manufatto medievale, si erge isolata tra le vette del Daghestan, offrendo una prospettiva inestimabile sulla complessa stratificazione storica e sulla coesistenza religiosa della regione caucasica. Questa modesta basilica in pietra, situata nel Distretto di Shamilsky, in prossimità del fiume Avariano Koisu, è datata con precisione tra la fine del X e l'inizio dell'XI secolo, con studi che convergono su una data di costruzione attorno al 1008.
La sua sopravvivenza è eccezionale, considerando che il Daghestan odierno è una repubblica della Federazione Russa a maggioranza islamica, dove quasi il 90% della popolazione pratica l'Islam sunnita. Questo edificio sacro riveste un'importanza cruciale poiché rappresenta l'unica struttura ecclesiastica superstite dell'antico stato cristiano di Sarir. La sua commissione è attribuita al Re di Sarir, Nutsal di Avaria, Bayar III (noto anche come Bakhtishor-huasro), un dettaglio che storicamente sottolinea i profondi legami politici e culturali che intercorrevano tra Sarir e la Georgia durante il primo Medioevo.
L'architettura della chiesa, un'essenziale basilica a navata unica, riflette chiaramente lo stile costruttivo ortodosso georgiano, impiegando pietra locale e caratterizzandosi per muri spessi e aperture limitate, elementi pensati per resistere alle aspre condizioni montane. Le indagini archeologiche e storiografiche rivelano che, nel X e XI secolo, il territorio del Daghestan era costellato da una rete stimata di circa 300 tra chiese e monasteri cristiani.
Nonostante il progressivo islamizzazione dell'area, che si consolidò entro il XV secolo, la Chiesa di Datuna è rimasta in piedi come simbolo tangibile di continuità storica e di rispetto per i luoghi di culto preesistenti. Attualmente, il monumento è ufficialmente riconosciuto e iscritto nel registro del patrimonio culturale russo con lo status di bene di importanza federale. La presenza di Datuna testimonia un'epoca in cui il cristianesimo era una fede diffusa in ampie fasce del Caucaso, un contesto che includeva anche l'Albania caucasica, entità statale storica non da confondere con l'attuale Albania balcanica.
La resilienza di Datuna contrasta con la storia di altre aree, come l'Azerbaigian caucasico, dove la costruzione di chiese cristiane subì un drastico declino dopo la conquista araba tra il VII e l'VIII secolo. Per gli studiosi, la datazione precisa del tempio di Datuna è stata oggetto di analisi approfondite, basate su fonti armene, georgiane e arabe, che hanno permesso di affinare la cornice temporale proposta da esperti precedenti come R. Shmerling. La sua posizione remota preserva ancora oggi un'aura di scoperta silenziosa per i visitatori, i quali sono esortati a un contegno rispettoso presso questo duraturo emblema di interazione confessionale.



