Presenza di Etanolo in Prodotti da Forno Solleva Dubbi su Etichettatura e Salute Pubblica

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Preoccupazioni significative stanno emergendo a livello globale riguardo alla presenza di tracce alcoliche in alimenti di consumo comune, come torte e panini confezionati. Questo fenomeno deriva sia da processi naturali di fermentazione sia dall'uso intenzionale di etanolo come conservante per prolungare la conservazione.

L'etanolo, o alcol etilico, è impiegato nell'industria alimentare, in particolare nei prodotti da forno a lunga conservazione come panettoni, colombe e snack morbidi, per le sue proprietà antimicrobiche e antimuffa, oltre a rallentare la retrogradazione dell'amido e mantenere la morbidezza del prodotto. Alcune ricerche, tra cui uno studio condotto in Austria un paio di anni fa, hanno rilevato la presenza di alcol in 17 snack su 19 destinati ai bambini. Le autorità svizzere e i rivenditori del Paese hanno confermato l'esistenza di livelli alcolici minimi in tali prodotti, ritenendoli sicuri per il consumo abituale, specificando che l'etanolo residuo spesso si volatilizza dopo l'apertura della confezione o con il riscaldamento.

Nonostante ciò, le organizzazioni di tutela dei consumatori esprimono obiezioni sugli effetti cumulativi a lungo termine, specialmente sui soggetti più giovani, temendo che una precoce esposizione possa desensibilizzare o abbassare le inibizioni verso il consumo di bevande alcoliche. Queste associazioni criticano l'attuale incoerenza nelle etichettature, dove l'alcol usato come conservante non è sempre distinto chiaramente da quello impiegato come solvente per esaltare aromi.

Il quadro normativo europeo, in particolare il Regolamento UE 1169/2011, stabilisce obblighi di trasparenza informativa per i consumatori. Sebbene l'etanolo aggiunto come ingrediente debba essere riportato in etichetta, può essere omesso se funge da coadiuvante tecnologico. Per le bevande alcoliche con più dell'1,2% vol., l'elenco ingredienti e la dichiarazione nutrizionale sono esentati. Gli esperti sottolineano la necessità di avvisi più espliciti sulla parte frontale delle confezioni per il contenuto di etanolo, indirizzati specificamente alle fasce vulnerabili come donne in gravidanza e minori.

Organizzazioni come Addiction Svizzera (Dipendenze Svizzera) esprimono riserve, avvertendo che anche concentrazioni minime possono innescare un rischio di ricaduta per individui in recupero da una dipendenza alcolica, a causa dei meccanismi di innesco legati all'olfatto o al gusto. In Svizzera, dove si stima che tra le 250.000 e le 300.000 persone abbiano problemi di dipendenza dall'alcol, e circa 100.000 bambini crescono in famiglie con tali problematiche, la sensibilità ai trigger ambientali è una priorità di salute pubblica. La questione si inserisce in un dibattito più ampio, considerando che l'alcol è responsabile di circa 1.600 decessi prematuri all'anno in Svizzera nel 2020.

Specialisti del settore alimentare, come l'avvocato Dario Dongo, indicano che l'etanolo nei prodotti da forno, se presente in concentrazioni variabili tra lo 0,4% e l'1,2% a seconda dell'umidità, può essere dichiarato volontariamente in etichetta per trasparenza, ad esempio con la dicitura 'contiene alcol etilico (x% nel prodotto finito)'. Questa trasparenza è considerata fondamentale per consentire ai consumatori a rischio o con sensibilità specifiche di prendere decisioni informate, in linea con l'obiettivo normativo europeo di fornire informazioni corrette e non fuorvianti. L'esigenza di avvisi chiari si rafforza considerando l'uso dell'alcol etilico anche in pasticceria per bagne o farciture, come nel caso di babà o zuppa inglese.

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Fonti

  • Der Bund

  • Kassensturz Espresso

  • Verbraucherzentrale Brandenburg

  • Bäckerwelt

  • Kölner Stadt-Anzeiger

  • Verbraucherzentrale.de

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