Fiducia nelle Banche Svizzere Scende al Livello Pre-Crisi Lehman 2007

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La fiducia del pubblico elvetico nei confronti del settore bancario svizzero ha subito una flessione significativa, attestandosi al 53% di sentiment positivo nel rilevamento di fine 2025, secondo un'indagine condotta dall'istituto Gfs.bern per conto dell'Associazione Svizzera dei Banchieri (ASB). Questo dato riporta la percezione ai livelli registrati nel 2007, anno che precedette il collasso di Lehman Brothers e l'innesco della crisi finanziaria globale. Il picco di percezione positiva era stato invece raggiunto nel 2021, periodo in cui le banche avevano fornito un supporto di liquidità fondamentale alle imprese durante la risposta alla pandemia di COVID-19.

Nonostante la Svizzera si riaffermi nel 2025 come hub finanziario globale grazie alla stabilità istituzionale e alla competenza nel private banking, questo calo segnala una frattura nell'opinione pubblica. L'analisi del sondaggio Gfs.bern evidenzia una profonda segmentazione del sentimento in base a fattori demografici e politici. La fiducia mostra una correlazione diretta con l'età: è significativamente inferiore tra i 18 e i 39 anni, con solo il 42% di opinioni positive, mentre sale al 69% tra gli over 65. Si osservano anche marcate disparità linguistiche, con la Romandia che registra una prevalenza di scettici (solo il 41% positivo) rispetto alla Svizzera tedesca e italiana (entrambe al 57% favorevole). Questo quadro di divisione si riflette nettamente nell'arena politica, dove l'elettorato di sinistra e dei partiti ambientalisti (Socialisti al 38%, Verdi al 43%) esprime una visione meno benevola rispetto agli elettori del Centro (61%), dell'UDC (62%) e del PLR (77%).

Parallelamente al declino della fiducia generale, si registra un peggioramento nella percezione dell'opinione collettiva sulle banche: la positività percepita è scesa al 44% nel 2025, rispetto al 73% del 2021, segnando la prima volta sotto la soglia del 50% dal 2017. Tuttavia, la soddisfazione personale verso il proprio istituto di riferimento rimane elevata, con l'83% degli intervistati che si dichiara soddisfatto della propria banca specifica. Le perplessità maggiori si concentrano sulla percezione che le banche privilegino il profitto aziendale rispetto alla responsabilità sociale, un tema che ha già inciso sull'immagine del settore in passato, come emerso da sondaggi del 2019.

Il contesto regolatorio svizzero è in evoluzione per rafforzare la stabilità post-crisi, in parte stimolata dalle vicende di Credit Suisse. A seguito dell'analisi di tale crisi, il Consiglio federale, il 6 giugno 2025, ha definito i parametri per perfezionare il dispositivo «too big to fail» (TBTF). Una misura chiave, posta in consultazione fino al 9 gennaio 2026, prevede che le banche di rilevanza sistemica dovranno coprire integralmente con capitale proprio le loro partecipazioni nelle filiali estere, un cambiamento rispetto alla precedente copertura parziale. Questo intervento mira a isolare il capitale della casa madre da eventuali perdite estere, garantendo maggiore protezione ai clienti e ai creditori in fasi critiche.

Nonostante le riforme post-2008, come l'introduzione delle norme sulla liquidità con Basilea 3, permangono lacune, inclusa la metodologia degli stress test che potrebbero non considerare scenari di crisi più probabili. La piazza bancaria svizzera, pilastro dell'economia nazionale, continua a investire in innovazione, con un ecosistema di start-up che registra una crescita media annua del 14%, ma deve continuare a evolvere la propria filosofia operativa per mantenere la sua rilevanza globale.

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Fonti

  • www.Bluewin.ch

  • SWI swissinfo.ch

  • Bluewin

  • Ticinonline

  • Associazione Svizzera dei Banchieri - Swiss Banking

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