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Diagnosi Tardiva di ADHD Nelle Donne: Impatto su Qualità della Vita e Salute Mentale
Modificato da: Olha 12 Yo
Le diagnosi di Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) in età adulta stanno rivelando un impatto trasformativo sulla vita di molti individui, in particolare per la popolazione femminile. Casi come quello di Kiri Babbage, che ha ricevuto la diagnosi a 38 anni, esemplificano il passaggio da anni di sintomi non riconosciuti a una ritrovata lucidità e appagamento. Questa condizione neurobiologica, presente fin dall'infanzia, compromette le funzioni esecutive e la capacità di autoregolazione, manifestandosi in difficoltà croniche con la gestione del tempo, l'interpretazione dei segnali sociali e l'impulsività.

Per molte donne, l'ADHD non diagnosticato ha portato a una pratica estenuante nota come 'masking', ovvero la soppressione attiva dei sintomi per conformarsi alle aspettative sociali e professionali. Questo sforzo continuo per apparire organizzate e competenti, celando l'iperattività mentale o l'inattenzione, è un meccanismo di adattamento che impone un costo significativo, sfociando frequentemente in crisi di salute mentale e burnout cronico. Le donne manifestano più spesso il sottotipo inattentivo, meno dirompente, che può essere erroneamente attribuito ad ansia o depressione, contribuendo così al ritardo diagnostico.
L'intervento terapeutico mirato si sta dimostrando fondamentale per innescare un miglioramento sostanziale della qualità della vita. Un approccio combinato, che include la farmacoterapia con agenti come Elvanse (lisdexamfetamina), il cui meccanismo d'azione consiste nell'aumentare i livelli di dopamina e norepinefrina per migliorare allerta e attenzione, e terapie specializzate, sta facilitando progressi concreti. Questi miglioramenti includono la gestione della disfunzione esecutiva, il controllo del peso corporeo e il raggiungimento della sobrietà.
Questa crescente consapevolezza evidenzia le manifestazioni di genere specifiche dell'ADHD, storicamente sottovalutate. La mancata diagnosi è associata a esiti sanitari peggiori, con stime che indicano una riduzione media dell'aspettativa di vita di quasi nove anni per le donne affette rispetto alle loro coetanee non diagnosticate. La validazione di queste esperienze femminili, spesso oscurate da comorbidità come ansia e depressione, incoraggia un percorso verso un supporto sanitario che riconosca queste specificità, prevenendo esiti negativi legati allo stress e all'esclusione sociale.
Fonti
getwestlondon
Yahoo Life UK
My London
Forbes
Nova Southeastern University
News-Medical.Net
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