Un esperto di energia nucleare spiega il prossimo boom energetico.
Il boom dell'IA alimenta la rinascita del nucleare: i giganti del tech riattivano le centrali dismesse per soddisfare il fabbisogno energetico
Autore: Dmitry TestDrozd222
L'espansione esplosiva dell'intelligenza artificiale (IA) sta accelerando drasticamente la domanda di elettricità, riportando l'energia nucleare al centro dell'attenzione come soluzione affidabile e pulita per stabilizzare le reti elettriche. Mentre i data center corrono per sostenere l'infrastruttura dell'IA, le principali aziende tecnologiche stanno siglando accordi storici per resuscitare impianti nucleari dismessi, contando sul sostegno strategico del governo degli Stati Uniti.
Secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE), il consumo energetico globale dei data center è destinato a raddoppiare entro la fine del decennio. Negli Stati Uniti, queste strutture potrebbero arrivare a consumare tra il 6,7% e il 12% dell'energia totale entro il 2028, segnando un aumento significativo rispetto al dato di poco superiore al 4% registrato nel 2024. L'Electric Power Research Institute (EPRI) si spinge oltre, prevedendo che i data center statunitensi potrebbero assorbire fino al 17% dell'elettricità entro il 2030. Per contrastare questa tendenza, il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti (DOE) punta a triplicare la produzione di energia nucleare entro la metà del secolo.
In prima linea in questa trasformazione ci sono le collaborazioni tra i colossi del settore tecnologico e gli operatori nucleari. Nel 2024, Constellation Energy ha stretto una partnership con Microsoft per riattivare un reattore presso l'impianto di Three Mile Island in Pennsylvania, ora rinominato Crane Clean Energy Center. Il DOE ha agevolato l'operazione con una garanzia di prestito da 1 miliardo di dollari approvata nel febbraio 2026, con l'obiettivo di riavviare la produzione entro la metà del 2027. Constellation ha inoltre siglato un accordo ventennale con Meta Platforms per la fornitura di energia proveniente dal Clinton Clean Energy Center, in Illinois.
Parallelamente, Alphabet (società madre di Google) ha incaricato NextEra Energy di riavviare il Duane Arnold Energy Center in Iowa, l'unica struttura nucleare dello stato, chiusa nel 2020. Grazie a un accordo di acquisto di energia della durata di 25 anni, l'impianto punta alla piena operatività entro il primo trimestre del 2029, previa approvazione normativa. Le due società si sono inoltre impegnate a esplorare ulteriori riattivazioni nucleari su scala nazionale. Queste manovre segnano un cambio di rotta: i giganti tecnologici preferiscono finanziare il recupero di asset esistenti piuttosto che costruirne di nuovi, assicurandosi energia pulita a lungo termine per l'espansione dell'IA.
La solidità finanziaria di questi operatori sostiene la rinascita del settore, attirando investitori in cerca di stabilità in un mercato dell'IA caratterizzato da forte volatilità:
- Constellation Energy: ha registrato un utile operativo rettificato per azione di 9,39 dollari nel 2025, in crescita rispetto agli 8,67 dollari del 2024. La società offre un rendimento da dividendi dello 0,5% con un basso rapporto di distribuzione del 17%, segnale di ampi margini di crescita futura. Inoltre, il 7 gennaio 2026, Constellation ha acquisito Calpine Corporation, rafforzando ulteriormente il proprio portafoglio energetico.
- NextEra Energy: ha registrato una crescita dell'EPS rettificato del 13% nel 2025, prevedendo un tasso di crescita annuale composto (CAGR) dell'8% per il prossimo decennio. Con un rendimento del 2,4% e un payout ratio del 70%, l'azienda riesce a bilanciare la distribuzione dei dividendi con il reinvestimento nei progetti.
Mentre i rapporti di distribuzione più bassi, come quello di Constellation, suggeriscono flessibilità nel finanziamento dei progetti, i rendimenti più elevati di NextEra attirano chi cerca reddito costante. Restano tuttavia da monitorare gli ostacoli normativi, come le approvazioni necessarie per Duane Arnold.
La fame di energia dell'IA, necessaria per alimentare i vasti server dedicati all'addestramento di modelli come quelli di ChatGPT, richiede un'energia di base che sia priva di emissioni di carbonio e costantemente disponibile. Il nucleare si inserisce perfettamente in questo contesto, superando il problema dell'intermittenza tipico delle fonti rinnovabili. Con il supporto del DOE e il finanziamento garantito dal settore tech, questo rinascimento nucleare posiziona gli operatori come uno scudo contro le crisi energetiche e le oscillazioni del mercato.
Secondo gli analisti, questi accordi sono estremamente pragmatici: gli investimenti diretti di Big Tech confermano la fiducia nella fattibilità del nucleare, potenzialmente ridisegnando la strategia energetica degli Stati Uniti per i decenni a venire.



