Lo stress altera la struttura e la funzione delle cellule cerebrali nei topi, offrendo spunti sulla salute mentale umana

Modificato da: Dmitry Drozd

La ricerca scientifica sta continuamente svelando la complessità del cervello umano e le sue risposte agli stressor ambientali. Uno studio condotto presso il Centre de recherche du Centre hospitalier de l'Université de Montréal (CRCHUM) e guidato da Ciaran Murphy-Royal ha messo in luce come lo stress possa indurre alterazioni significative nella struttura e nella funzione delle cellule cerebrali, in particolare degli astrociti, nel cervello dei topi. Queste scoperte offrono una prospettiva preziosa per comprendere meglio i disturbi della salute mentale negli esseri umani.

Tradizionalmente considerate cellule di supporto per i neuroni, gli astrociti sono ora riconosciuti come attori dinamici nella regolazione delle funzioni cerebrali, specialmente in risposta allo stress. La ricerca ha dimostrato che l'esposizione allo stress può causare cambiamenti morfologici negli astrociti, come la retrazione dei loro prolungamenti che normalmente avvolgono le sinapsi, ovvero i punti di connessione tra i neuroni. Questi cambiamenti strutturali possono compromettere la comunicazione tra neuroni e astrociti, influenzando l'attività neuronale e, di conseguenza, il comportamento.

Un meccanismo chiave scoperto è che, in risposta a stimoli stressanti, gli astrociti possono rilasciare adenosina. Questa sostanza agisce come un "freno", attenuando l'attività dei neuroni circostanti e aiutando a regolare la risposta del cervello allo stress acuto. Questa capacità degli astrociti di modulare attivamente l'eccitabilità neuronale è fondamentale per mantenere l'equilibrio cerebrale e prevenire stati di iper-attivazione che possono portare ad ansia e altri disturbi. La ricerca suggerisce che gli astrociti rispondono in modo differenziato a seconda del tipo di stress e della loro localizzazione cerebrale, evidenziando una notevole adattabilità.

Le alterazioni indotte dallo stress non si limitano a una singola area cerebrale. Studi hanno evidenziato impatti significativi in regioni cruciali come l'ipotalamo laterale, la corteccia prefrontale (PFC) e l'ippocampo. Nella corteccia prefrontale, ad esempio, lo stress cronico è stato associato a una riduzione della lunghezza dei prolungamenti degli astrociti e a cambiamenti nella loro espressione genica, influenzando la plasticità neuronale e la funzione cognitiva. Queste modifiche sono coerenti con le osservazioni di alterazioni strutturali e funzionali in queste aree cerebrali, note per il loro ruolo nella regolazione dell'umore, della memoria e delle risposte emotive.

Inoltre, la ricerca sta esplorando come lo stress possa influenzare l'espressione genica degli astrociti, modificando la loro capacità di rispondere e interagire con i neuroni. Esistono anche indicazioni di differenze nella risposta allo stress tra topi maschi e femmine, con meccanismi astrocitari distinti che guidano le variazioni nell'attività neuronale. L'importanza dello stress precoce nella vita è un altro aspetto cruciale, poiché lo stress infantile può avere effetti duraturi sulla funzione astrocitaria e aumentare significativamente il rischio di sviluppare disturbi della salute mentale in età adulta.

Queste scoperte aprono nuove ed entusiasmanti prospettive per lo sviluppo di terapie mirate. Comprendere il ruolo attivo degli astrociti nella risposta allo stress e nelle patologie psichiatriche associate offre la possibilità di progettare interventi farmacologici o comportamentali che modulino specificamente l'attività astrocitaria. L'obiettivo è quello di ripristinare la normale comunicazione neurone-astrocite e mitigare gli effetti dannosi dello stress cronico, offrendo speranza per trattamenti più efficaci per condizioni come depressione, ansia e disturbi cognitivi.

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Fonti

  • University of Montreal - Official Site

  • Microglia govern the extinction of acute stress-induced anxiety-like behaviors in male mice

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