Nepal: Le dimissioni del Primo Ministro Oli in seguito alle proteste per il divieto dei social media
Modificato da: Sergey Belyy1
Il Primo Ministro del Nepal, Khadga Prasad Sharma Oli, si è dimesso il 9 settembre 2025, in seguito a un'ondata di proteste che hanno scosso il paese. La scintilla che ha innescato il malcontento popolare è stata la decisione del governo di vietare 26 piattaforme di social media, tra cui Facebook e X (ex Twitter), con l'intento dichiarato di monitorare contenuti "indesiderati". Questa mossa ha suscitato l'indignazione dei giovani, che l'hanno interpretata come una limitazione della libertà di espressione.
Le proteste, iniziate in modo pacifico, sono degenerate in violenti scontri con le forze di sicurezza l'8 settembre 2025, causando almeno 19 morti e oltre 100 feriti. Nonostante il governo abbia revocato il divieto dei social media l'8 settembre 2025, le manifestazioni sono proseguite, con i dimostranti che chiedevano le dimissioni del Primo Ministro Oli e riforme strutturali contro la corruzione e il nepotismo. La protesta, soprannominata "Gen Z protest", ha visto la partecipazione di migliaia di giovani, molti dei quali studenti, che hanno utilizzato i social media, paradossalmente, per organizzarsi e diffondere il loro messaggio.
L'uso di piattaforme come TikTok è stato fondamentale per coordinare le proteste e mobilitare il sostegno, evidenziando la profonda integrazione dei social media nella vita sociale ed economica del Nepal. Le proteste hanno messo in luce il malcontento diffuso nei confronti del governo, alimentato da anni di instabilità politica, corruzione e nepotismo. Le immagini della vita lussuosa dei "Nepo Kids" (figli di politici) hanno ulteriormente esacerbato la rabbia popolare, soprattutto in un contesto di difficoltà economiche e disoccupazione giovanile.
Il Primo Ministro Oli, al suo quarto mandato iniziato il 15 luglio 2024, ha presentato le sue dimissioni al Presidente Ram Chandra Poudel, avviando così il processo per la formazione di un nuovo governo. La situazione ha attirato l'attenzione internazionale, con le Nazioni Unite che hanno chiesto un'indagine trasparente sugli scontri e sull'uso della forza da parte delle forze di sicurezza, sottolineando l'importanza del rispetto dei diritti umani e della libertà di espressione. L'esercito nepalese è stato schierato per mantenere l'ordine, e sono in corso negoziati per la formazione di un governo ad interim.
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Fonti
Deutsche Welle
Financial Times
Associated Press
Reuters
Liputan6
Deutsche Welle
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