Turbamento Creditizio USA: Svalutazioni Bancarie e Ripercussioni Globali

Modificato da: Dmitry Drozd

Il panorama finanziario statunitense è scosso da recenti rivelazioni sulla salute creditizia di banche regionali, un momento che impone una severa verifica delle fondamenta operative del settore del prestito, specialmente in un contesto economico maturo. Il 16 ottobre 2025, Zions Bancorp ha annunciato una svalutazione di 50 milioni di dollari, attribuita a palesi travisamenti riscontrati in contratti di prestito commerciale. Contemporaneamente, Western Alliance Bancorp ha dovuto affrontare la luce su una propria esposizione creditizia collegata a presunte attività fraudolente perpetrate da Cantor Group V, LLC, società che ha respinto con fermezza tali accuse.

La reazione dei mercati è stata immediata e marcata: una perdita di valore di mercato stimata in 100 miliardi di dollari ha interessato 74 istituti bancari statunitensi. Le azioni di Zions e Western Alliance hanno subito cali significativi, rispettivamente del 14% e del 12%, con il titolo Zions che ha registrato un crollo superiore al 10% in una singola sessione. Questa ondata di nervosismo ha riacceso i moniti di figure di spicco del settore, tra cui Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase, il quale ha paragonato la situazione all'emersione di molteplici "scarafaggi" del credito dopo la scoperta del primo, suggerendo una diffusione di problemi sottostanti maggiore di quanto appaia in superficie.

L'attenzione si è concentrata sulle pratiche di "shadow banking" e sulla diligenza dovuta (due diligence), evidenziando come anni di credito facile e scarsa trasparenza abbiano lasciato gli investitori in uno stato di perenne incertezza sui rischi reali. L'eco di questi eventi non è rimasto confinato ai soli Stati Uniti. Le turbolenze hanno innescato una generale avversione al rischio che si è propagata oltre l'Atlantico, esercitando pressione anche sui mercati europei, dove alcuni istituti hanno visto le loro quotazioni scendere del 5-6% in un giorno, in parte a causa della loro esposizione a segmenti creditizi americani.

In questo clima di cautela, gli operatori di mercato hanno cercato rifugio in asset tradizionali, spingendo il prezzo dell'oro a superare i 4.300 dollari l'oncia, un segnale della tensione percepita nel sistema finanziario globale. Parallelamente, l'ETF legato alle banche regionali ha subito una contrazione del 6%, mentre l'indice KBW KKRX risultava in ritardo rispetto alle grandi capitalizzazioni. Mentre Zions si prepara a pubblicare i risultati del terzo trimestre, e Washington Trust Bancorp ha già segnalato che il suo utile sarà impattato da 11,3 milioni di dollari di perdite su prestiti, l'intero sistema è chiamato a un esame più rigoroso delle proprie procedure. Questa congiuntura funge da catalizzatore per una più ampia rivalutazione del rischio nel settore.

16 Visualizzazioni

Fonti

  • Valor Econômico

  • Ainvest

  • American Banker

  • The Washington Post

Hai trovato un errore o un'inaccuratezza?Esamineremo il tuo commento il prima possibile.