Nuovi Studi Rivelano l'Importanza della Variabilità e Persistenza Termica nell'Effetto Isola di Calore Urbana

Modificato da: Sergey Belyy1

Una nuova ricerca del 2025, guidata da Liao, Wang e Liu, sta ridefinendo la comprensione dell'effetto isola di calore urbana (UHI). Lo studio dimostra che la variabilità della temperatura, oltre alla differenza media, è cruciale per spiegare la frequenza dei giorni caldi nelle aree urbane rispetto a quelle rurali. Utilizzando modelli climatici avanzati, i ricercatori hanno introdotto un innovativo "effetto UHI medio standardizzato", che normalizza le disparità di temperatura tenendo conto della varianza termica. Questo nuovo indicatore è in grado di spiegare fino al 94% delle differenze nell'occorrenza di giorni caldi.

La ricerca sottolinea inoltre il ruolo critico della persistenza termica, ovvero la durata delle anomalie di temperatura su giorni consecutivi, nell'aggravare gli eventi di calore estremo. Le aree urbane con un pronunciato effetto UHI medio standardizzato e una maggiore persistenza termica risultano essere più vulnerabili a episodi di calore prolungato. Questo dato è particolarmente significativo poiché la risposta fisiologica umana al calore dipende dalla durata dell'esposizione, con ondate di calore che si protraggono per più giorni che aumentano drasticamente i rischi di morbilità e mortalità.

L'integrazione della persistenza nel quadro di analisi fornisce una comprensione più sfumata dei fenomeni di ondata di calore urbana, andando oltre le tradizionali misurazioni puntuali degli estremi di temperatura giornalieri. I risultati, basati su simulazioni ad alta risoluzione di modelli climatici globali che incorporano le caratteristiche della superficie urbana, suggeriscono che le strategie di mitigazione tradizionali, focalizzate esclusivamente sulla riduzione della temperatura media, potrebbero essere insufficienti.

Gli urbanisti e i decisori politici sono quindi esortati a considerare la variabilità e la durata degli eventi di calore nello sviluppo di strategie di mitigazione. L'integrazione di metriche più sofisticate che catturano la varianza e la persistenza termica potrebbe migliorare significativamente la capacità predittiva riguardo allo stress da calore urbano in scenari climatici futuri. Ulteriori ricerche indicano che le città dominate da materiali con elevata inerzia termica, come cemento e asfalto, mostrano una persistenza termica significativamente maggiore rispetto alle loro controparti rurali.

Questo fenomeno, che prolunga gli estremi di temperatura, richiede un'attenzione particolare nelle strategie di pianificazione urbana e di salute pubblica. L'adozione di materiali da costruzione più riflettenti e l'aumento della copertura vegetale, come tetti verdi e pareti vegetali, sono tra le soluzioni suggerite per mitigare sia l'intensità che la persistenza del calore urbano. Studi precedenti hanno evidenziato come la sostituzione di materiali con nuove coperture superficiali possa ridurre l'assorbimento di calore radiante e migliorare le proprietà evaporative della superficie urbana, contribuendo a un ambiente urbano più fresco e resiliente.

Fonti

  • Scienmag: Latest Science and Health News

  • Nature

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